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Richiesta aule Algarotti e Benedetti, la Provincia annuncia azioni legali

16 Settembre 2014

Dopo la lettera inviata lo scorso venerdì 12 settembre ai due dirigenti scolastici degli istituti scolastici del centro storico veneziano Algarotti – Sarpi, Marina Perini e del Benedetti-Tommaseo Roberto Sentini, che assegnava definitivamente quattro nuove aule all’Algarotti, e la decisione odierna della preside dell’Algarotti di fare lezione in fondamenta per “scarsità di aule”,  la Provincia di Venezia ha oggi comunicato l’intenzione di procedere con eventuali azioni legali a difesa della propria immagine, e per prevenire eventuali comportamenti emulativi che possano creare disfunzioni e disservizi all’interno degli uffici provinciali.
 
La ricostruzione della vicenda ha visto, primariamente, protagonisti i due dirigenti scolastici dei plessi interessati, nella quale tuttavia la Provincia ha condotto in modo lineare e determinato un’azione amministrativa non solo pienamente legittima, ma efficace - vista l’assegnazione dei nuovi spazi - per consentire il regolare avvio del nuovo anno scolastico. Nonostante le numerose occasioni di incontro, iniziative e comunicazioni dell’ente durante lo scorso anno scolastico e quest’estate, alla Provincia non è mai pervenuta una proposta concordata tra i soggetti scolastici primariamente interessati; e ciò prescindendo dallo spirito di leale collaborazione amministrativa dovuto tra organi pubblici.
 
La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ha così dichiarato: «Trovo inaudita la decisione della dirigente di far lezione sulla fondamenta. Un’offesa ai ragazzi in primis, e poi alla scuola pubblica che lei rappresenta a pieno titolo. E spiace apprendere che ciò è avvenuto con l’assenso dei genitori. Uno show che, in un momento di grande difficoltà generale che ci vede tutti – amministratori pubblici e famiglie - andare avanti con la volontà di fare e fare bene, poteva essere evitato. Questa Provincia sta proseguendo con il suo programma in materia di manutenzione scolastica,  nonostante i bastoni fra le ruote che il governo Renzi ci ha messo, e i tagli dei trasferimenti regionali. Basti pensare che quest’anno abbiamo dovuto tagliare il 22 per cento del capitolo del bilancio dedicato alle scuole; significa quasi 2 milioni in meno sugli 11 milioni di euro che spendiamo ogni anno per le scuole del territorio. 
Ma ciononostante, abbiamo dato una risposta concreta alla richiesta di nuovi spazi: quattro aule in grado di ospitare 78 ragazzi, in spazi recuperati, resi funzionali ed agibili, e dotati di servizi. Certo, stiamo parlando di un piano mansardato, ma le autorità preposte al controllo hanno dato conferma della sua sicurezza. A tutti noi piacerebbe che i palazzi storici nel centro di Venezia si ampliassero a piacimento, a seconda del numero di iscrizioni, purtroppo non è possibile. Non dovrei ribadirlo a rappresentanti della pubblica amministrazione, che svolgono anche il ruolo di educatori, ma esistono vincoli strutturali e di bilancio che sono, in questo caso, insormontabili. E spiace anche che si dia spazio alla polemica strumentale, senza la volontà di andare a fondo nelle cose. Avevamo messo in  allerta i presidi informandoli non solo dei limiti dovuti al momento contingente della Provincia in termini di disponibilità finanziarie,  ma soprattutto  invitandoli a non accettare iscrizioni oltre il limite di capienza degli istituti.  E tutti i nostri sopralluoghi, anche alla presenza del dirigente Usp Martino, e gli incontri con i presidi, l’ultimo un paio di settimane fa, a nulla sono serviti. Come non ha avuto alcun effetto l’invito alla prudenza e alla ricerca di un compromesso utile, di un accordo fra dirigenti. Bene, il risultato è sotto gli occhi di tutti».
 
La presidente Zaccariotto ha ricordato i notevoli impegni assunti dall’amministrazione provinciale negli ultimi cinque anni, e portati a compimento: sono 74 gli edifici scolastici sotto la diretta responsabilità della Provincia, che avevano nel 2009 solo 10 cpi (certificati prevenzione incendi) e oggi sono arrivati a oltre la metà (56) con un investimento di circa 14 milioni di euro. Ne mancano 18, per i quali ne servirebbero altri 11 che attualmente non ci sono. In totale l’amministrazione Zaccariotto ha investito nelle scuole circa 60 milioni di euro, fra nuove opere strutturali, manutenzione ordinaria e straordinaria, e spese di funzionamento (riscaldamento, telefonia, uffici). Solamente nei due istituti protagonisti della polemica sono stati investiti 400 mila euro, e stanno partendo i lavori per la messa in sicurezza di tutto il complesso del Santa Giustina, l’intero edificio che ospita “Algarotti- Sarpi” e il “Benedetti - Tommaseo” denominato “il Sarpi”, con un costo previsto di 385 mila euro.